Ostuni: la Fenailp provinciale interviene sul "Plastic Free"

OSTUNI (BR). La Fenailp Provinciale di Brindisi – Sezione di Ostuni interviene sul "Plastic Free" in merito alla ordinanza n.221/2019 del Sindaco di Ostuni Guglielmo Cavallo che ha aderito al progetto Europeo che mette al bando le stoviglie di plastica monouso a partire dal 2021. 
In questo contesto la Fenailp, tramite il suo rappresentante Cosimo Lubes contesta l’atteggiamento dei Vigili Urbani di Ostuni che, a seguito di detta ordinanza, stanno intimorendo tutti i gestori delle attività commerciali che fanno uso di plastica monouso minacciando multe e sanzioni.
A tal proposito, l’Amministrazione Comunale, in attesa del 2021 quando il "Plastic Free" diventerà operativo, invece di sanzionare senza giustificato motivo, farebbe bene ad attivarsi, nel frattempo, per una campagna di sensibilizzazione e di educazione ambientale con il fine di iniziare a ridurre gradatamente l’uso della plastica monouso, anche perché la normativa in questione non è ancora del tutto chiara.
Infatti, la direttiva antiplastica, appena approvata dall’Unione Europea, metterà presto al bando pochi prodotti usa-e-getta: saranno messi al bando i piatti di plastica ma, stravaganza, rimarranno permessi i bicchieri di plastica.
L’Italia è il maggior produttore europeo di stoviglie, piatti, bicchieri, posate di plastica, con 1 miliardo di fatturato per circa 30 aziende e 3mila addetti diretti.
Nel 2021 verranno messi al bando i seguenti prodotti di plastica: posate e piatti di plastica, cannucce, bastoncini per palloncini gonfiabili, bastoncini cotonati, palette per miscelare i cocktail, sacchetti di plastica osso-degradabile, contenitori di polistirolo espanso per alimenti.
Ne sono esentati i prodotti biodegradabili, come i piatti di cartone o di plastica compostabile oppure come i bastoncini cotonati realizzati interamente di cellulosa come i Cotton Fioc, marchio della Sc Johnson, ma anche moltissimi altri prodotti usa-e-getta.
Tra i bicchieri, la direttiva mette al bando solamente i contenitori per liquidi realizzati con polistirolo espanso, cioè quelli di schiuma espansa usati soprattutto in Inghilterra e negli Stati Uniti per bere senza scottarsi le dita il tè oppure il caffè lungo e bollente. Rimarranno consentiti tutti gli altri bicchieri di plastica, come quelli bianchi di polistirolo sottile, quelli che scrocchiano e si fessurano fra le dita, oppure quelli trasparenti di polipropilene, dalla consistenza più morbida e tenace.
Mentre saranno permesse i seguenti prodotti di plastica: i flaconi di ammorbidente, le bottiglie d’acqua minerale, i tubetti del dentifricio, le bottiglie di bevande dolci, le spugne di microfibra per cucina, i flaconi di detersivo, i cerotti, le cialde del caffè espresso, le buste delle patatine, delle barrette alimentari e di altri cibi, le bottiglie di prodotti chimici per la casa (candeggina, ammoniaca), i vasetti dello yogurt, i flaconi di shampoo e di sapone liquido, i blister delle pastiglie, i sacchi per l’immondizia, le bottigliette di salsa, ketchup, maionese
e infiniti altri prodotti.
Detto questo, e fatta la suddetta specificazione, molti Comuni e molte istituzioni vogliono fregiarsi della medaglia di "plastic free" e cominciano a comparire ordinanze che vietano la vendita di prodotti di plastica consentiti da tutte le leggi del mondo. 
Perfino la Sicilia, una delle regioni più disgraziate e arretrate sul fronte dei rifiuti, sta studiando una normativa per potersi definire Prima Regione Plastic Free, peccando probabilmente di un eccesso di presunzione e a questi si aggiunge anche il Comune di Ostuni.
Il Comune di Ostuni, con ordinanza n. 221 sottoscritta dal sindaco Guglielmo Cavallo lo scorso 18 luglio 2019, decide di aderire, come tanti altri Comuni, al "Plastic Free" che di fatto è il secondo Comune della Puglia a prendere questa iniziativa.
La misura riguarda esercenti e cittadini. I commercianti potranno distribuire esclusivamente posate, piatti, bicchieri, sacchetti monouso in materiale biodegradabile e compostabile, mentre residenti e visitatori si dovranno dotare di sacchetti monouso per la spesa, in carta, tessuto, o altro materiale biodegradabile e compostabile. Le sanzioni previste per chi non dovesse rispettare l’ordinanza, variano da 25 a 500 euro.
Con ogni probabilità, molte di queste ordinanze fuori standard impatteranno su ricorsi al Tar e su richieste di risarcimento, per esempio nel caso dei negozianti o dei dispositivi di distribuzione automatica di bevande.
Infatti, il TAR della Puglia, ha sospeso con effetto immediato l'ordinanza "plastic free" della Regione Puglia, che prevede il divieto di impiego di contenitori di plastica per alimenti, tra cui le bottiglie in PET, bicchieri e altri articoli monouso. Per il Tribunale amministrativo, l'applicazione della nuova Direttiva UE sulle plastiche monouso (approvata nel marzo scorso dall'Europarlamento) spetta allo Stato e non agli Enti Locali.
Il Tar pugliese ha accolto il ricorso promosso dalle associazioni dei produttori di acque minerali e di sorgente (Mineracqua), dei produttori di bevande analcoliche (Assobibe), dei distributori specializzati nella distribuzione Food&Beverage nel canale Horeca (Italgrob) e della distribuzione automatica (Confida).
Accogliendo il ricorso cautelare, con udienza per discutere del merito della questione fissata per il 19 febbraio 2020, il TAR ha dato ragione alle associazioni ritenendo il "limite di competenza legislativa sull'implementazione della nuova Direttiva UE sulle plastiche monouso", i "riflessi sulla concorrenza" e le "restrizioni al mercato". La direttiva prevede dal 2021 lo stop alla vendita di una serie di prodotti in plastica usa e getta: posate, piatti, cotton fioc, cannucce, mescolatori per bevande, aste dei palloncini.
"Temi spettanti allo Stato e non agli Enti Locali" commentano le associazioni, le quali "accolgono con favore questo provvedimento e ricordano, con preoccupazione, gli inutili gravi danni alle imprese e ai loro occupati in un momento delicato".
Pertanto, i Comuni nel frattempo, potrebbero fare solo campagna di sensibilizzazione per fare in modo che nel loro territorio si inizi a ridurre l'uso della plastica messa al bando mettendo in atto una sorta di educazione ambientale che riguarda tutti i cittadini e le attività produttive senza il bisogno di ricorrere ad eventuali minacce o applicazione di multe che, del resto sono del resto, per il momento sono del tutto illegali con reato di abuso di potere.

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